È stato detto che la coppia Bertie-Jeeves deve essere posta accanto alle sublimi coppie letterarie di re Lear e il suo buffone, dì don Giovanni e Leporello, di don Chisciotte e Sancio Pancia, di Phileas Fogg e Passepartou. Bertie è il padrone, ma nello stesso tempo è il figlio ribelle; Jeeves è il servitore, ma nello stesso tempo è il padre che, apparentemente in disparte, mantiene inalterata la facoltà di sorvegliare, di punire, di esiliare e soprattutto di «definire» con le parole giuste tutto ciò che Bertie e gli altri cercano faticosamente di capire. In questo romanzo, Wodehouse ci presenta un’intricatissima vicenda di innamoramenti e amori incrociati e non corrisposti, mescolati all’amore più grande per i dolci e la buona tavola. La scena si svolge nella villa di Brinkley Court, tra la sala da pranzo, il salotto e il giardino. Sarebbe inutile raccontarvi la storia e perfido togliervi il piacere delle straordinarie battute di Wodehouse.
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