In Gente del Wyoming, E. Annie Proulx che in meno di dieci anni si è affermata come una delle poche e indiscusse eredi della grande tradizione narrativa nordamericana, è riuscita a fare un piccolo miracolo. Il suo testo - sessantaquattro pagine in tutto - si fa leggere d'un fiato e lascia senza fiato, come capita solo con i romanzi ad alta concentrazione. L'intreccio è una specie di esplosivo ingranaggio a vista: i due personaggi centrali - ma attorno a loro ne ruotano numerosi altri - sono due uomini semplici, due cowboy, abituati alle lunghe solitudini delle transumanze e dei pascoli estivi.
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