In una lingua onirica, capace di far baluginare il miraggio di una favola e fondere barocco e modernismo, astrazione e brutalità, i racconti di Calaciura narrano una realtà insieme dolce e durissima, ingenua e depravata, che solo può sciogliersi e decantare nell’ardente delirio della fantasia e dell’invenzione.
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