
Valentina L. - Il desiderio dell'anima (2026)
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Artemisia --Sono la tipica persona che cerca di non andare incontro all'ignoto. Tento sempre di seguire i miei piani e di non buttarmi in avventure che non mi sappiano dare un terreno solido sotto i piedi. E se il mio istinto mi dice subito di fare o non fare una cosa io lo seguo, perché ho imparato che quando non lo faccio poi in qualche maniera me ne pento. Quindi decido le mie giornate in base al mio istinto e in ossequio a una monotonia che mi aiuta a tenere la testa occupata, senza ritornare ai ricordi di tanti anni fa. Di quando avevo diciassette anni e l'ho incontrato per la prima volta. Ma tutto va a farsi benedire quando, per la prima volta dopo tantissimo tempo, decido di non seguire l'istinto e di presentare il mio curriculum in un locale tra i più noti della vita notturna londinese, l'accesso al quale è però consentito solo a pochi privilegiati: l'Eros. E se all'inizio mi pento di essere entrata a far parte del personale del locale solo ed esclusivamente perché ho compreso fino in fondo che questo tipo di ambiente lavorativo non fa per me – nemmeno per cercare l'ispirazione per il mio prossimo libro –, quando scopro chi è il proprietario di questo posto tutto diventa un vero e proprio disastro. Perché lui, Aleksandr Novák, è l'uomo che mi ha spezzato il cuore undici anni fa e che, dopo quell'unico evento di otto mesi prima, speravo vivamente di non dover più rivedere. Dopo quel solo incontro, in cui in preda al panico ho finto di non riconoscerlo, ho continuato più o meno con la mia solita vita, riuscendo in qualche maniera a salvaguardare il mio cuore. Ma riuscirò a resistere di nuovo all'unico uomo che la mia stessa anima abbia mai desiderato? Aleksandr-- Quando otto mesi prima avevo avuto nuovamente Artemisia Wright di fronte a me avevo creduto che fosse tutto frutto della mia fantasia. E dopo il breve scambio di parole in cui avevo assecondato la sua evidente voglia di evitare qualsiasi riferimento al nostro passato, avevo custodito quel momento nella parte più profonda e privata di me stesso, con l'assoluta convinzione di cercare in tutti i modi possibili di non incrociare di nuovo il suo cammino. Di stare il più lontano possibile dall'unica persona che sia riuscita ad aprirsi uno spiraglio in quella parte più fragile e ferita del mio essere, ormai chiusa a tutto il resto del mondo. Devo starle lontano, non posso trascinarla nella mia esistenza fatta di delusioni, privazioni e ricerca malata di affetto. Non posso legarla a un complessato come me. L'ho fatto undici anni fa e devo farlo di nuovo. Devo. Ma questa volta il sapere di dover fare la cosa giusta – quella che ritengo essere giusta – non ha quasi alcuna possibilità contro il desiderio che sento accendermisi di nuovo dentro, dopo anni e anni di vuota esistenza. Se riuscivo a gestire l'Artemisia diciassettenne – riuscivo a resisterle –, la stessa cosa non credo di poter dire della sua versione più adulta e combattiva. Perché posso ancora vedere alcuni dei suoi lati più fragili, gli stessi che aveva una volta, ma non posso fare a meno, nel frattempo, di notare tutte le sue nuove sfaccettature, che in questi anni di lontananza l'hanno resa la donna che è oggi. Devo fare in modo che l'unica luce che si è insinuata nella mia tenebra sopravviva. Anche se si trattasse di tenerla il più lontano possibile da me. Questa è la versione revisionata e dal nuovo restyling del romanzo omonimo precedentemente pubblicato (settembre 2021). Non sono stati effettuati cambiamenti di trama rispetto alla sua versione precedente.