
Deborah Fasola - Facciamo finta che mi piaci (2026)
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HAYLEY--Io non credo alla magia. Credo ai fatti, alle prove, alle fonti attendibili e al sacrosanto diritto di riposare senza che la mia migliore amica mi trascini a uno spettacolo abusivo di un illusionista da web con il nome da temporale e l’ego da catastrofe naturale. The Thunder. Milioni di follower, fan in delirio, apparizioni impossibili, trucchi spettacolari e assurdi che di solito mi fanno venire voglia di scrivere un articolo al vetriolo prima ancora del caffè. Per tutti è un genio. Per me è un bugiardo con ottime luci di scena.Così, quando finisco controvoglia tra la folla di uno dei suoi rarissimi eventi dal vivo, ho un solo obiettivo: scoprire il trucco, smontare il fenomeno e tornarmene a casa con la soddisfazione di avere avuto ragione. Cosa che, per inciso, è una delle mie attività preferite. Peccato che lui mi noti. Peccato che mi provochi. Peccato che, da quel momento, niente vada più come dovrebbe. Perché The Thunder non è solo arrogante, irritante e pericolosamente bello. È anche il primo uomo capace di farmi dubitare di quello che vedo, di quello che so e, cosa molto più grave, di quello che sento. Io cerco la verità. Lui vive di illusioni. Io voglio smascherarlo. Lui sembra divertirsi a farmi perdere il controllo.E se c’è una cosa che detesto più dei maghi che mentono, è desiderare proprio quello che dovrei tenere alla larga.
WADE-- Mi chiamo Wade Carroll, ma il mondo mi conosce come The Thunder. Il Tuono. Il boato dopo il lampo. Il rumore che resta quando tutti hanno già alzato gli occhi al cielo. L’illusione che fa tremare la folla, la voce che comanda il silenzio, il nome che mi sono costruito quando nessuno credeva che sarei diventato qualcuno. Io non faccio magia. Creo meraviglia. E sì, forse inganno le persone, ma almeno lo faccio apertamente. Il problema è Hayley Harvell.
Lei non applaude. Lei osserva. Mi giudica, mi sfida, mi studia come se fossi un trucco venuto male da smontare pezzo per pezzo. Ha la lingua affilata, gli occhi troppo attenti e quella fastidiosa capacità di guardare oltre il fumo, oltre il palco, oltre il personaggio. Oltre me. Dovrei starle lontano. Davvero. Il punto è che io non sono mai stato bravo a resistere alle cose impossibili. E Hayley è esattamente questo: una donna che odia le illusioni, ma finisce dentro la più pericolosa di tutte. La nostra. Tra scommesse, scintille, battibecchi e verità tenute nascoste troppo a lungo, fingere diventa il nostro numero migliore. Facciamo finta che non ci importi. Facciamo finta che sia solo un gioco. Facciamo finta che mi piaci… Ma alcuni trucchi riescono troppo bene e, quando il cuore entra in scena, sparire senza lasciare ferite diventa impossibile.