Sophie Winsor – Un Natale perduto e ritrovato (2026)

Certi doni impiegano quattro anni ad arrivare.
Quattro Natali fa, Eliza Perkins amava un uomo che se ne andò senza mai scriverle. Da allora ha trascorso ogni inverno trasformando il dolore in corazza, cucendo gli abiti eleganti degli altri in una gelida stanza di Londra e ripetendosi che non ha bisogno di nessuno, e di niente, men che meno del Natale.
Poi, nelle settimane prima di Natale, Clifford Wilson torna.
Dice di averle scritto. Ogni giorno, per un anno. Lei sa che non è così. Ha aspettato dietro quella porta finché l'attesa non l'ha quasi distrutta, e non è mai arrivata una sola lettera. Ora lui si toglie il cappello per strada, nelle sue strade, come se quattro anni di silenzio si potessero cancellare con un po' di buone maniere, e tutto l'East End, con gli occhi addosso, aspetta di vedere cosa farà.
Ma le feste continuano a farli incontrare, e la storia che entrambi si portano dentro da quattro anni comincia a sfaldarsi. Qualcuno sta mentendo. O qualcuno è stato ingannato. E l'unico modo per scoprire la verità potrebbe costare a Eliza proprio quell'orgoglio che l'ha tenuta in piedi.
Clifford salperà per l'altro capo del mondo il primo dell'anno. Qualunque cosa debba essere detta tra loro, dovrà essere detta entro Natale.
Un Natale perduto e ritrovato è un romance vittoriano tenero e a fuoco lento, che parla di orgoglio ferito, di seconde possibilità e del quieto miracolo di essere finalmente creduti. Per chi ama un Natale dickensiano, ruvido e luminoso insieme, un eroe che vale la pena perdonare e un'eroina abbastanza coraggiosa da aprire un'ultima porta.