Kris Novak - Condannata dall'uomo che amavo (2026)

Non gli ho mai mentito. Nemmeno una volta.
Mi ha condannata lo stesso. Senza processo. Davanti a tutti.
Sono entrata dalla porta sbagliata, con undici minuti di ritardo, e sono andata a sbattere contro l'uomo più potente di Milano.
Leonardo Aliprandi aveva quarantun anni, un impero dell'aviazione e l'abitudine di decidere tutto da solo. Io ne avevo ventotto, un cognome del Sud e nessuna pazienza per gli uomini che confondono il silenzio con il potere.
Lui aveva bisogno di un'avvocata che gli dicesse la verità. Io avevo bisogno di quel caso. Nessuno dei due aveva bisogno di quello che è successo dopo.
La regola l'ho posta io: niente lavoro tra noi. La clausola l'ha aggiunta lui: nemmeno il passato. Sembrava elegante. Era esattamente ciò che ci avrebbe distrutti.
Perché, dall'altra parte della città, io difendevo un vecchio che nessuno voleva ascoltare, condannato vent'anni fa per un disastro che giura di non aver causato. Io non sapevo a chi appartenesse quella storia. Lui non sapeva chi stessi difendendo.
Non potevo difendermi: il segreto non era mio.
E lui non mi ha concesso nemmeno cinque minuti.
Quando l'ha scoperto, mi ha appeso addosso un prezzo davanti all'intero studio. Pochi giorni dopo, il mio nome era su tutti i giornali. Ho perso la carriera, la reputazione e l'uomo che amavo nella stessa settimana.
Non sono scappata. Ho ricominciato da zero, a testa alta, e ho continuato a fare domande.
Adesso è lui a salire i miei quattro piani a mani vuote. Una volta a settimana, all'ora che decido io, per rispondere a tutto quello che chiedo. E sta per scoprire, troppo tardi, che la menzogna che difende da vent'anni non è mai stata mia. Era di qualcuno che lui chiamava famiglia.
Che aspetti. Stavolta, il prezzo lo decido io.
Romance contemporaneo a doppio POV. Autoconclusivo, senza cliffhanger.