Liz Monroe - Sostituita all’altare (2026)

Marlene Kraus ha ventiquattro anni, è sommelier della birra e dirige il birrificio che la sua famiglia manda avanti da centoquarant’anni a Regensburg. Si sposava per amore e per necessità: le nozze sigillavano la fusione che avrebbe salvato la Brauerei Kraus dai debiti. Abbandonata davanti all’altare della Theatinerkirche di Monaco, non piange. Alza il mento.
È allora che, dalla terza fila, si alza uno sconosciuto. Konstantin von Hagen, ingegnere, a capo di un impero industriale e vedovo da sei anni, le si avvicina e le spiega a voce bassa che il contratto pretende un matrimonio oggi stesso, con un qualsiasi socio del birrificio. Non dice con chi.
«Mi sposi. Adesso.»
Quella che comincia come una soluzione firmata in sacrestia diventa una convivenza in una villa silenziosa, dove la porta dell’ala ovest resta sempre chiusa e dove ogni mattina, alle sei e dieci, aspetta una tazza sbeccata. Ma Konstantin non si è alzato per caso, e una domanda senza risposta minaccia di far crollare tutto: che cosa ha fatto lui il mercoledì prima delle nozze?