G.R. Oliveira - Fuori gioco (2026)

Mi serviva un fidanzato entro lunedì. Purtroppo, ne andava bene uno solo.
QUINN ALVAREZ
Dirigo la sezione sportiva del giornale dell’università e archivio tutto: date, fonti, orari. L’ho imparato nel modo peggiore, a diciannove anni, quando l’uomo con cui stavo ha firmato da solo l’inchiesta che avevo fatto io.
Adesso quello stesso uomo ha pubblicato un articolo in cui insinua che io protegga la squadra di hockey. Tutto vero. Ogni parola. Disposte in un ordine che racconta una bugia.
Se non risolvo la cosa entro lunedì, perdo la sezione e l’inchiesta più importante della mia vita.
Il codice deontologico lascia una via d’uscita: un conflitto dichiarato non è un’accusa.
Mi basta dichiarare un fidanzato. Della squadra.
E l’unico che va bene è il fratello della mia migliore amica.
MASON BROOKS
Sono il pagliaccio dello spogliatoio. Quello delle battute, delle fossette e di un nome di ragazza diverso ogni volta scritto sul nastro della stecca.
Sono anche il giocatore che nessuna squadra ha scelto al draft, con un’ultima stagione per dimostrare di essere più di un sorriso. Perché, come dice il mio allenatore, nessuno ingaggia un sorriso.
Quando Quinn Alvarez mi ha proposto una finta relazione, con contratto, scadenza e tre secondi di preavviso prima di qualsiasi contatto, ho detto di sì in meno di un secondo.
Lei ha pensato che fosse una battuta.
Non lo era.
Un accordo firmato. Una scadenza: il 18 dicembre. Segreto assoluto, anche con la sorella di lui. E una clausola scritta a mano, storta, che nessuno dei due riuscirà a rispettare: Nessuno si fa male.