
Raoul Precht - Sulle rovine d'Europa. Poeti tedeschi e francesi nella Grande guerra (2024)
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Se volessimo trovare un’affinità tra le masse di uomini armati che si sono affrontati durante le battaglie della Grande Guerra (così mio nonno che vi combatté tra i bersaglieri ciclisti mi ha insegnato a chiamare quell’enorme e devastante conflitto), al di là del destino di vivere o morire per un frammento vagante di granata o per una pallottola ben indirizzata; o per l’essere rimasti sommersi per mesi dal fango che gli inverni di guerra producono senza sosta; o arsi dalla sete e dalla terra diventata polvere in agosto; se volessimo trovare quell’affinità forse andrebbe cercata in oggetti semplici: nel possesso di un taccuino e una matita, utili a volte per scrivere una lettera a casa, a volte per buttar giù dei versi in un momento di quiete o in ore in cui gli obici battevano posizioni lontane, dando ai soldati di trincea l’illusione di una temporanea sicurezza.
La maggior parte dei poeti di quest’antologia ha partecipato alle battaglie fratricide della Grande Guerra, chi nel fango e nel freddo delle trincee, chi come medico o infermiere nell’inferno degli ospedali da campo. Ma anche coloro che alla guerra sono riusciti a sottrarsi, magari riparando in Svizzera fra i pacifisti – scelta, anche questa, tutt’altro che facile –, hanno testimoniato di orrori inauditi, della follia che si era impadronita dell’intero continente. Eppure, le poesie qui raccolte narrano anche una storia di resistenza e di pietà, di condivisione e di riscatto, e in taluni casi preludono già alla visione, sebbene ancora remota, di un’Europa unita e finalmente pacificata.
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