
Cosma Brussani - Ti aspetto qui (2026)
Chiudi gli occhi e immagina un bambino su un'altalena. È allegro, spensierato, o almeno così sembra. Ora però guarda meglio, osserva i dettagli della scena: quel bambino sull'altalena è completamente solo, mentre il giorno finisce. Un tramonto livido dipinge tutto il suo mondo e lui ha paura. Scende la notte, ma nessuno è venuto a prenderlo. Quel bambino è Cosma e vive dentro di lui. Cosma è sempre stato ipersensibile, taciturno, introspettivo. Cresciuto con la convinzione di essere sbagliato, ha sempre preferito tenersi tutto dentro e indossare la pelle giusta per riuscire a stare al mondo, a passare inosservato. Le maschere funzionano e lo aiutano a superare l'adolescenza quasi incolume. Poi, alla soglia dei vent'anni, qualcosa cambia per sempre. Un giorno si guarda allo specchio e non riconosce il volto che lo sta osservando nel riflesso. La realtà si contorce e ne genera un'altra, sconosciuta, spaventosa. Da quel momento, Cosma precipita in un baratro di terrore e confusione e decide di chiedere aiuto. Inizia così un percorso di analisi e scoperta di sé che lo porta a ripercorrere le strade buie della sua infanzia in cerca del bambino che è stato, il bambino sull'altalena. Lo stesso bambino che Cosma deve imparare a vedere, ad accettare e, infine, ad amare, per tornare alla vita.