
Marco Patricelli - Se avesse vinto la monarchia. 2 giugno 1946. Una storia controfattuale (2026)
10 Giugno 1946. La Corte di Cassazione comunica i risultati del referendum istituzionale: la Monarchia ha prevalso sulla Repubblica per due milioni di voti. Il libro di Marco Patricelli prende le mosse da un ribaltamento della prospettiva storica (non così lontano dalla realtà): una sconfitta dei repubblicani, condizionata dall’intervento di Usa e Gran Bretagna, che temevano una deriva a sinistra, e dalle perplessità sulle personalità espresse dal CNL e sul ruolo di Palmiro Togliatti rientrato dall’Urss come longa manus di Stalin. Per supportare il successo della monarchia gli alleati fanno esercitare il diritto di voto anche ai prigionieri di guerra non ancora rimpatriati, con appositi seggi nei campi e la promessa di rientro rapido in patria. Mentre il voto è consentito anche in Trentino, dove l’elemento nazionale teme una deriva punitiva. Il primo atto di re Umberto sarà la modifica statutaria con la figura del ministro per i rapporti tra la Real Casa e il Parlamento, di nomina regia e non elettiva. Il ruolo sarà rivestito da Falcone Lucifero. I partiti acconsentono in cambio della trasformazione del Senato, non più espressione della volontà della Corona, ma totalmente elettivo. Da questo momento, cui si arriva attraverso un racconto incalzante ora per ora, la storia d’Italia prende una piega diversa…