
Chiara Curti - Gaudí vivo (2026)
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"Mi chiamo Gaudí, con l'accento sull'ultima vocale. La parola deriva dal latino 'gaudere' e significa gioire" Antoni Gaudí "L'obiettivo di Gaudí vivo non è spiegare Gaudí, ma lasciarlo parlare. In questo modo la narrazione conserva una freschezza particolare, che ci restituisce il grande architetto non come una figura del passato, ma come soggetto vivente" Marco Bersanelli "L'opera artistica e l'architettura di Gaudí hanno come fine quello di aiutare ciascuno di noi a conoscere Gesù, a elevarsi verso Dio. In questo senso, l'architettura dev'essere viva, deve raggiungere il cuore: con la verticalità, la luce, le forme geometrico-naturalistiche continue, con la palpitazione e la vibrazione, con il colore; come le forme della natura, della creazione" Jordi Faulí Fu al funerale che si rivelò la grandezza di Antoni Gaudí: le strade di Barcellona si riempirono di gente, di canti e di silenzio. Nato il 25 giugno 1852 nel Camp de Tarragona, da artigiani del rame, imparò a unire mente e mani. Trovò la sua vocazione nella Sagrada Família. Viveva tra gli operai, condividendone la povertà e la fede. Per lui l'architettura era carità e lode. Chiamato famigliarmente, ma anche per scherno, «l'architetto di Dio», morì il 10 giugno 1926 investito da un tram mentre si recava come tutti i giorni dal suo padre spirituale. Gaudí vivo è una biografia del grande architetto catalano che segna una via nuova: non spiega tutte le sue opere – pur presenti –, ma cerca di comprendere la mentalità che lo animava e il modo in cui le realizzava. Il punto di partenza sono i gesti quotidiani: come parlava con gli operai, accoglieva i visitatori, correggeva un modello, chiedeva un'elemosina, osservava una pianta, pregava, camminava verso il cantiere. Da questi atti emerge un'intelligenza radicata nella realtà, nutrita da fede, lavoro manuale, osservazione e da una vita quasi monastica. Attraverso le testimonianze di chi lo conobbe, Chiara Curti restituisce un Gaudí vicino e vivo: non il genio isolato, ma un uomo che costruiva in relazione con persone, materia e Dio. La sua preoccupazione non era terminare le opere, ma indagare l'uomo e il suo destino. Il volume celebra i cento anni della morte di Gaudí, nel segno della Beatificazione, con una Prefazione dell'astrofisico Marco Bersanelli e la Postfazione di Jordi Faulí, architetto direttore della Sagrada Família.