
David Lapoujade - Mondi che cadono a pezzi. Versioni di Philip K. Dick (2026)
La fantascienza è creatrice di mondi, ma quelli immaginati da Philip K. Dick hanno una caratteristica singolare: si sgretolano con estrema rapidità. Ciò vale tanto per il mondo reale quanto per i mondi artificiali. Del resto, è ancora possibile distinguerli con certezza? Che cosa ci garantisce di non muoverci già all'interno di mondi falsi, artificiali quanto un parco di divertimenti - magari con biglietto d'ingresso? E se questi mondi sono costruiti integralmente a tavolino, chi ne controlla le apparenze? A chi appartengono? Con quale scopo vengono prodotti? Bombardandoci di realtà artificiali, non si tenta forse di sottrarci il mondo - e il nostro rapporto con esso? E, se cosí fosse, come opporsi a queste imprese di spoliazione? Mondi che cadono a pezzi fa collidere Dick con Deleuze, Foucault, William James, ma anche D. H. Lawrence e J. G. Ballard, David Lynch e Robert Rauschenberg, Ludwig Binswanger e Gregory Bateson, in un libro in cui filosofia e fantascienza «si incontrano, si scontrano e si alterano, arricchendosi a vicenda»