
Maurice Blanchot - Da Kafka a Kafka (2026)
Immergendosi nei racconti, nei romanzi, nei diari e nelle lettere di un autore che voleva scomparire e destinare la sua opera all'oblio, Blanchot sembra cercare quasi con furia – tornando e ritornando a distanza di anni su quei testi – le risposte agli enigmi di una voce che è riuscita a farsi spazio attraverso il dolore e la solitudine. Kafka si rivela qui il più fulgido e seducente esempio del rapporto tra la pagina, l'esistenza e il mondo: l'immagine drammatica di come la letteratura per realizzarsi, per conoscere cioè la realtà nella sua essenza, debba giungere al suo annullamento. In questo senso, attraverso la biografia di Kafka, la scrittura appare come una malattia che consuma l'autore nella sua opera, abbandonandolo poi a se stesso per vivere di vita propria.
Da Kafka a Kafka è allora il tentativo di definire qualcosa che mentre si illumina inizia a bruciare e sparire: la descrizione di un atto sacrificale in cui l'autore è vittima e officiante, e in cui la vocazione della scrittura si mostra nitidamente nella sua natura di condanna.