Tra i rododendri è il racconto di come la letteratura e l'arte possano permetterci di abitare questo silenzio, facendoci entrare in connessione con ciò che si nasconde sotto la superficie. Al centro di questa storia c'è un viaggio a Londra, e poi altri viaggi – quasi sempre con sua madre, quasi sempre negli stessi luoghi. Per tutta la vita, Heather Christle ha continuato a tornare su un punto oscuro della sua storia, ad affrontarlo come poteva, cercando di comprenderlo e attraversarlo. Poi, un giorno, qualcosa si è incrinato: davanti a un vicolo vicino ai Kew Gardens, la madre le indica il posto in cui, da bambina, quell'oscurità è stata anche sua. Non è una rivelazione del tutto nuova, eppure questa volta quel ricordo arriva con una chiarezza impossibile da respingere.
Da quel momento il ritorno in quei luoghi diventa un'occasione per interrogare la memoria, misurare la distanza tra madre e figlia e avvicinarsi, per frammenti, a ciò che entrambe hanno faticato a dire. Con Virginia Woolf come voce interiore e guida, Christle attraversa Londra, da Bloomsbury alla British Library, fino a Richmond, costruendo una geografia insieme reale e letteraria in cui questi spazi diventano varchi per leggere in modo nuovo la propria storia.