Eyal Weizman - Ungrounding (2026)

Eyal Weizman - Ungrounding. Architettura di un genocidio (2026)
«L'architettura è politica che decelera fino a diventare forma.» Con una strategia che risale alla Nakba del 1948 e che dall'ottobre 2023 ha raggiunto la sua fase più estrema, la Striscia di Gaza non è stata solo bombardata dalle forze armate israeliane: è stata sottoposta a un processo di alterazione topografica radicale e definitivo. Giganteschi bulldozer corazzati spianano case, orti, cimiteri e infrastrutture, mescolando suolo, resti umani e cemento per formare un paesaggio fatto di mobili dune di macerie. L'obiettivo strategico di questa violenza spaziale è annientare le fondamenta della società palestinese, affinché i profughi non abbiano letteralmente più alcun suolo a cui fare ritorno. Eyal Weizman, uno dei massimi esperti della relazione tra violenza e ambiente, fondatore dell'agenzia Forensic Architecture, definisce questo processo mortale ungrounding: il fare, appunto, tabula rasa. Weizman attinge alle ricerche del suo team interdisciplinare - impegnato a documentare violazioni dei diritti umani in tutto il mondo e, nel caso specifico, a produrre prove per la causa di genocidio contro Israele presso la Corte internazionale di giustizia - per condurci nella «cartografia profonda» della regione, dai tunnel sotterranei di Gaza fino alla sua topografia militarizzata, al suolo unico, agli insediamenti e alle barriere, dimostrando che l'analisi territoriale è fondamentale per comprendere la relazione tra colonizzatore e colonizzato. E, attraverso tecniche innovative, ricostruisce digitalmente al-Ma'in, un fiorente villaggio cancellato per fare spazio alla prima linea di kibbutz israeliani. Unendo la forza inoppugnabile delle prove forensi - modelli 3D, immagini aeree storiche e video geolocalizzati - al rigore morale della denuncia politica, Ungrounding cataloga con devastante lucidità le campagne che hanno reso Gaza invivibile.