Luigi Gaggero - Contro Recalcati (2026)
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Luigi Gaggero - Contro Recalcati. Quando la psicoanalisi mistifica l’arte: il Grande Cretto di Burr (2026)
Che cosa accade quando un’interpretazione è così coerente, colta e seducente da finire per impedirci di vedere l’opera che pretende di spiegare?
Nel Grande Cretto di Gibellina Massimo Recalcati riconosce il trauma, il lutto, la cicatrice, la sublimazione: le macerie della città distrutta dal terremoto diventano la ferita, il cemento che le ricopre il lavoro del lutto, le fenditure la cicatrice attraverso la quale il dolore sarebbe trasformato in forma.
È una lettura potente. Ma quelle parole appartengono davvero all’opera?
Luigi Gaggero torna al Cretto stesso: alle macerie sepolte, al cemento che le incorpora, alla forma scelta da Alberto Burri, ai Cretti che l’artista realizzava già da anni, al rapporto fra il monumento e la memoria concreta di Gibellina. Il confronto ravvicinato mostra allora qualcosa di inquietante: trauma, lutto, cicatrice e sublimazione sembrano aderire perfettamente all’opera proprio perché un sistema interpretativo le ha sovrapposte ad essa a posteriori.
Da qui nasce una critica che oltrepassa di molto il caso Recalcati-Burri.