Mauro Tommaso De Candia - Papà, ti porto con me (2026)

Ci sono giorni che dividono la vita in un prima e un dopo. Giorni in cui tutto cambia all'improvviso e una delle persone più importanti della nostra esistenza non è più accanto a noi. Come si affronta la perdita di un padre quando non si è avuto nemmeno il tempo di salutarlo?
Papà, ti porto con me nasce da una storia vera, da un dolore improvviso e da un gesto di profonda amicizia.
Il 20 settembre 2026, Rocco Di Rienzo viene a mancare improvvisamente, a soli 67 anni, lasciando suo figlio Mattia davanti a una realtà difficile da accettare. Colpito dalla sofferenza dell'amico, Mauro Tommaso De Candia decide di dedicargli qualcosa che possa andare oltre le parole di conforto pronunciate nei giorni del funerale: un libro capace di accompagnarlo anche quando la vita degli altri avrà ripreso il suo corso e il silenzio dell'assenza si farà sentire ancora più intensamente.
Da questa esperienza personale nasce un'opera che si rivolge a chiunque abbia perso il proprio padre e si trovi ad affrontare il dolore, la nostalgia, le domande senza risposta e la difficoltà di immaginare un futuro senza di lui.
Come si continua a vivere quando manca una persona che sembrava dover esserci per sempre?
Attraverso 18 capitoli suddivisi in quattro parti, il libro affronta con sensibilità e profondità le molteplici dimensioni del lutto: lo shock della notizia, l'incredulità, la rabbia, i sensi di colpa, le parole rimaste in sospeso e il rimpianto per tutto ciò che non si potrà più condividere.
Ma il dolore non vive soltanto nei grandi momenti. Si nasconde anche nei gesti più semplici: un numero di telefono che non si riesce a cancellare, una stanza improvvisamente silenziosa, un oggetto che riporta alla memoria un ricordo, l'istinto di chiamare papà per raccontargli qualcosa.
Il libro accompagna il lettore anche attraverso queste piccole assenze quotidiane, affrontando il ritorno al lavoro, le difficoltà nelle relazioni, il bisogno di compagnia e quello di solitudine, la paura di perdere altre persone amate e le domande più profonde sulla fede e sul significato dell'esistenza.
Non esistono parole capaci di cancellare una perdita così grande. Ma esistono parole che possono farci sentire meno soli.
Questo libro non propone formule per dimenticare, non impone tempi per superare il dolore e non pretende di insegnare quale sia il modo giusto di affrontare il lutto. Offre invece riflessioni sincere, comprensione e uno spazio nel quale riconoscere le proprie emozioni senza sentirsi giudicati.
È un libro per chi ha perso il padre da poco, per chi continua a sentirne la mancanza dopo molti anni e per chi desidera stare vicino a una persona cara che sta attraversando questa esperienza.
Soprattutto, è un invito a comprendere che continuare a vivere, tornare a sorridere e ritrovare momenti di felicità non significa dimenticare chi abbiamo amato.
Perché perdere la presenza di un padre non significa perdere tutto ciò che ci ha lasciato.
Il suo ricordo può continuare ad accompagnarci nelle scelte, nei gesti, nei racconti e nelle piccole cose di ogni giorno.
Papà, ti porto con me è una testimonianza d'amicizia, un abbraccio affidato alle parole e un omaggio all'amore che rimane anche quando la presenza diventa ricordo.
Perché un padre può non essere più al nostro fianco, ma continuare ad avere un posto insostituibile nella nostra vita.