Antonio Gramsci - Noi non conosciamo l’Italia (2026)

Antonio Gramsci - Noi non conosciamo l’Italia (2026)
“Noi non conosciamo l’Italia.” Con queste parole, nel 1923, Antonio Gramsci formula una delle diagnosi più radicali e ancora attuali della crisi politica italiana. Non è solo un atto d’accusa: è un programma di lavoro.
Sotto la curatela di David Bidussa, sono qui raccolti testi scritti tra il 1916 e la metà degli anni trenta, nei quali prende forma il laboratorio teorico e politico che confluirà nei Quaderni del carcere. Al centro, una convinzione che attraversa tutta la riflessione gramsciana: senza conoscenza della società reale non esiste azione politica efficace.
Gramsci attacca l’inerzia, il linguaggio opaco degli intellettuali, il gergo vuoto dei partiti, l’irresponsabilità diffusa di una classe dirigente incapace di misurarsi con i problemi concreti del paese.
Ma non si limita alla critica. Indica una via: costruire una cultura politica capace di nominare le cose, di comprenderle nella loro complessità, di assumersene la responsabilità. Fare politica, per Gramsci, significa prima di tutto dotarsi degli strumenti per conoscere: la realtà sociale, i rapporti di forza, le trasformazioni economiche e culturali.