Il testo delle «Note azzurre» – affidato da Dossi a sedici quaderni autografi dalla copertina azzurro oltremare – ci consente di accedere a un immenso diario in cui le notazioni autobiografiche si alternano a giudizi letterari e politici spregiudicati, a infiniti spunti di novelle e romanzi mai scritti, ad aforismi esemplari, a sarcasmi violenti e a fantasiose ironie, ad aneddoti non di rado scabrosi su contemporanei illustri o poco noti. Così, nell'intestazione del manoscritto, l'Autore stesso definiva questi suoi scritti: "Dietro scena dei miei libri, Selva - di pensieri miei e d’altrui, In seme - in fiore - in frutto, Lazzaretto dove il D. tiene in quarantena I propri e i pensieri altrui, Cervello di carta, aperto in sussidio Dell’altro già zeppo, Granai di riserva per le probabili carestie".
Gli utenti del Visitatori non sono autorizzati a commentare questa pubblicazione.