
Ayyappam sorride come sorridono i semplici. E scuote la testa con quel movimento dolcissimo, da cane di pezza nel vetro posteriore, che hanno gli indiani per dire sì. È ad Ayyappam, l’allegro-dentro, la guida coi pantaloni occidentali, la camicia candida e i piedi nudi, che si addormenta sempre sorridendo sul pavimento dei templi, che Sandra Petrignani svela, nelle prime pagine di questo libro, il senso del suo viaggio in India. È da quando ha letto Kim, a dodici anni, che, come il vecchio lama Teshu, ha deciso di recarsi nel paese di Shiva a cercare il Fiume della Salvezza nato là dove cadde la freccia lanciata dal giovane Buddha per liberarsi dalla Ruota degli Accadimenti. Trovare il Fiume della Salvezza è, per Sandra Petrignani, liberarsi dalla libertà dal dio dell’Occidente, allontanarsi dal regno dove la natura è ormai una belva addomesticata e dio è morto.
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