Si può definire una società decente quella che umilia gli individui? È vero che il concetto arcaico della pena come retribuzione (del male fatto) è da secoli superato dall'idea del castigo come deterrente o forma di riabilitazione? E se a compiere un omicidio di stato è la più grande democrazia del mondo, che parametri ci rimangono per giudicare l'evoluzione dell'umanità? A questi interrogativi, di giorno in giorno più urgenti, Eva Cantarella risponde ricercando un principio di giustizia nel dialogo tra attualità e storia, e risale dai moderni giuristi indietro fino alle radici stesse del diritto
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