Apparse anonime nel 1790, le Lettere furono scritte durante un soggiorno che Luigi Angiolini, protagonista di spicco della politica estera toscana nell’età napoleonica, trascorse in Inghilterra e in Scozia fra il 1787 e il 1788. Vi convergono, e si fanno apprezzare in altrettante chiavi di lettura, l’esperienza del diplomatico di carriera, buon conoscitore del mondo anglosassone, e quindi giudice equilibrato dei suoi indirizzi politici e dei suoi metodi di governo; la curiosità dell’intellettuale illuminista inserito nel gran mondo, che vede nel viaggio l’opportunità per aprirsi a conoscenze non solo geografiche; e la vivacità descrittiva e insieme stupita dell’indagatore di cose nuove in un paese nuovo e ricco di paesaggi insoliti quale era la Scozia, ancora largamente sconosciuta al pubblico colto italiano che l’aveva scoperta non molti anni prima attraverso i “Canti di Ossian” nella traduzione fatta dal Cesarotti (1763).