La ricerca della felicità, non intesa come individuale lotta alla ricerca perenne dei modi per allontanare la personale infelicità, ma come realizzazione di una condizione stabile, cosciente e condivisibile, richiede la conoscenza approfondita del faticoso cammino, compiuto dalla specie umana, per salire i gradini della civilizzazione, conquista mai definitiva, ma sempre in pericolo e con il baratro incombente della regressione, presente nella prospettiva dell’evoluzione storica. Alcuni filosofi (come, ad esempio Esiodo) hanno teorizzato un “età dell’oro”, affermando che sia esistita in un lontano passato della storia umana, intesa come età della felicità: identificata da alcuni filosofi successivi, come le “stato di natura”, e da molte religioni con il “Giardino dell’eden”. Occorre demitizzare questa concezione, ed indagare, correttamente, la realtà delle primordiali società, appannaggio di tutte le specie viventi, ad un certo stadio dell’evoluzione.