Questo libro non fa parte della letteratura di protesta e di insofferenza; appartiene piuttosto alla letteratura critica. Sono pagine che ignorano qualsiasi forma di esaltazione, che non sono mai polemiche e che non nascono da risentimenti. Amalrik ha preferito saltare a pie’ pari gli strumenti della polemica indiretta e dichiarare senza alcun accorgimento quella che gli sembrava la verità."
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