Luigi Pestalozza - Il gioco e la guerra. Note autobiografiche 1935-1943 (1976)
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Le elementari, la guerra d'Abissinia, il ginnasio, la guerra del 1940, i tre anni fino all'8 settembre, poi la decisione di entrare nella Resistenza ai primi del '44. Dal 1935, insomma, a quando l'autore, a sedici anni, come tanti suoi coetanei, compie la scelta della lotta antifascista. Sono stati molti i ragazzi di questa età, che hanno fatto quella scelta, ma poco si è scritto su come l'hanno maturata, del perché l'hanno compiuta, del cammino percorso prima di essere partigiani. Queste memorie non vogliono essere generalizzanti. Sono soltanto una testimonianza, il ricordo dei fatti e dei particolari che hanno colpito e fatto ragionare un ragazzo che viveva in una famiglia dove si respirava aria di antifascismo, ma cresciuto anche in un ambiente esterno che gli faceva credere, per esempio, che si dovesse comunque vincere la guerra contro i francesi e gli inglesi, o i sovietici e gli americani. Pestalozza ha cercato di documentare come a poco a poco, attraverso la vita familiare, le letture, l'osservazione del fascismo e di una guerra senza senso, il contributo di alcuni educatori antifascisti, l'amicizia con ragazzi che anche loro entreranno nella Resistenza, è giunto a chiarirsi le idee.