Ernst H. Gombrich - Il gusto dei primitivi. Le radici della ribellione (2005)
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data: – 26.09.2018, 17:16
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Ernst H. Gombrich - Il gusto dei primitivi. Le radici della ribellione (2005)
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Il gusto dei primitivi di Lionello Venturi (1926) a La fortuna dei primitivi di Giovanni Previtali, incentrati entrambi sui maestri del Trecento e del Quattrocento, il concetto di primitivo (che troppo spesso fa scattare l’associazione con i popoli tribali) in realtà incarna un tipo di espressione culturale che va alla ricerca del nuovo che si sposa con uno stato d’innocenza che ogni volta risale al gesto libero e significativo degli artisti delle origini. La categoria spesso contrapposta a quella del primitivo è quella di progresso, ma proprio l’arte esaminata da Venturi e Previtali costituisce un evidente superamento di questa opposizione che si radica piuttosto in forme ideologiche moderne che hanno tenuto banco nella discussione fino a oggi. Gombrich in questo breve saggio fa chiarezza mostrando che anche Venturi e altri dopo di lui dipendono ancora dall’impostazione di Vasari che nel Rinascimento vede uno sviluppo progressivo, come quello di un organismo vivente (nascita, crescita, maturità, decadimento), e dunque incorrono nello stesso errore da cui vorrebbero prendere le distanze. Gombrich nega la validità dell’idea organica di Vasari, e dimostra che quella per il primitivo è piuttosto una predilezione, una scelta culturale, che va alla ricerca di nuovi termini espressivi avendo come specchio l’idea dell’artista antico e ancora libero dai condizionamenti che illumina anche il sentire, il gusto, del tempo in cui quell’arte nasce.
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