Vilfredo Pareto. Scrittore aspro, disordinato, uomo altezzoso, sprezzante, polemista terribile, Pareto usa ed abusa dell’ironia scanzonata e soprattutto del sarcasmo per volgere in ridicolo quel che non gli aggrada. Per gli economisti Pareto è una sorta di suffisso (equilibrio paretiano, ottimo paretiano, distribuzione paretiana, ecc.) assai corrente nel loro vocabolario; essi sono oramai tutti paretiani benché considerino un perditempo misurarne e riconoscerne il debito. I sociologi ed i politologi ne citano, in verità, gli scritti ma li giudicano datati e superati. I filosofi poi non gli perdonano d’aver ridotto la filosofia alla metafisica, d’averne fatto una semplice costruzione verbale, un’occasione per dileggiarli. In breve, tutti hanno intravisto in quest’opera solo l’apparenza, cioé la negazione d’idee e di valori essenziali, lo scherno delle verità sociali e degli ideali collettivi, l’apologia del conservatorismo, il rigetto della democrazia,del socialismo, dell’umanitarismo.
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