Questo viaggio parte da Milano, alle dieci di una mattina d'autunno, il 6 novembre 2007. "Mio padre è morto da un paio d'ore" scrive Bice Biagi. "Io e mia sorella Carla abbiamo avvertito i parenti e gli amici più vicini e non riuscivamo proprio a immaginare che da quel momento, da quando radio, televisioni, internet hanno dato la notizia della sua morte, non saremmo più state sole." Migliaia di persone si affollano davanti alla clinica Capitanio ed è allora che le sorelle Biagi si accorgono di far parte di una famiglia molto più grande. "Ripensandoci," scrive l'autrice "fin da bambina dovevo capire che il mio non era un padre tradizionale." Ma la vera scoperta avviene dopo, quando insieme alla sorella viene invitata alle numerose celebrazioni e inaugurazioni dedicate a Enzo Biagi. Conoscono gli amici di un tempo, i colleghi di ieri e i giovani di oggi che si ispirano a lui. Incontro dopo incontro, riaffiorano alla memoria i ricordi d'infanzia, la cura premurosa di un papà "precursore dei tempi" perché mandava le figlie a studiare all'estero per farle crescere autonome e indipendenti economicamente, "come degli uomini".
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