Francesco Albèrgamo - Storia della logica delle scienze esatte (1947)
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Ai pitagorici dobbiamo il primo rudimentale abbozzo di gnoseologia matematica. La scienza esatta viene da essi concepita come conoscenza «chiara» e contrapposta perciò alla conoscenza sensibile, che è invece «oscura». Quella non è fallace, perchè «il numero — come dice Filolao — non accoglie alcuna falsità»; questa è per l'opposto illusoria, cogliendo delle cose, non la realtà, bensì soltanto l’apparenza. Se la matematica è verità chiara, cioè immediatamente evidente, il suo procedimento consiste piuttosto in un mostrare che in un dimostrare: perciò i pitagorici si limitavano a fare delle asserzioni circa l'esistenza delle proprietà matematiche, senza preoccuparsi di stabilirle per via del ragionamento.