Allo scopo di individuare il motore della scrittura in Eugène Ionesco, Gabriella Bosco compie un percorso a ritroso nella sua opera. A monte delle pièces, le pagine narrative – i racconti, il romanzo, i diari; dietro a quelle, l’esperienza onirica; e prima di tutto, il satori, la visione della luce, poi ricercata da Ionesco lungo tutta la sua attività creativa, nel tentativo di sottrarre la scrittura alla durezza del particolare per consegnarla alla freschezza dell’universale. Vari gli strumenti utilizzati: l’analisi testuale, l’approccio genetico, la storia della ricezione. E sullo sfondo, il dialogo con l’autore, protratto negli anni.