Universalmente diffuso, il cretino è spesso uno stupido di successo. Il cretino (e/o lo stupido) nella sua prevalenza risponde a criteri assolutamente ‘democratici’: non ha età; è equamente distribuito tra maschi e femmine; non risponde a determinati requisiti professionali; non è classista; non risente del livello di istruzione; non ha prerogative etniche o razziali… Definirne la percentuale a livello statistico è impossibile, poiché qualsiasi numero risulterà sempre troppo piccolo rispetto all’insieme della devastante moltitudine degli stupidi (e/o cretini). Inoltre, con la loro pervasività destabilizzante, sono impermeabili ai condizionamenti sociali. E, peggio ancora, nella loro ubiquità sono presenti ovunque. Si mimetizzano tra gli insospettabili (persone che reputiamo razionali ed intelligenti all’improvviso risultano essere stupide senza ombra di dubbio), manifestandosi nei tempi e nei luoghi meno opportuni. “Quando la maggior parte di una società è stupida allora la prevalenza del cretino diventa dominante ed inguaribile”
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