Come spesso accade durante una guerra, in particolare nelle forze aeree, spesso si sentono fare i nomi dei piloti sul fronte opposto. Ma, incontrarli in seguito, è raro. Alla fine di questa guerra alcuni di noi hanno avuto l’opportunità d’incontrare vari famosi piloti dell’aeronautica militare tedesca, che fino ad allora erano stati, appunto, solo dei nomi per noi. Ora, 7 anni dopo, alcuni dei nomi mi sfuggono, ma ricordo bene Galland, Rudel e un pilota tedesco della caccia notturna di nome Mayer. Visitando il Central Fighter Establishment a Tangmere, nel giugno del 1945, per un paio di giorni e incontrando alcuni dei loro omologhi della Royal Air Force siamo stati in grado di scambiare opinioni su tattiche aeree e sugli aerei, sempre un argomento coinvolgente per noi piloti. Una coincidenza che ha divertito tutti noi, se posso essere scusato per questo aneddoto, si è verificato quando Mayer stava parlando con il nostro celebre pilota da caccia Brance Burbidge, il quale scoprì che Brance lo aveva abbattuto sul proprio aeroporto una notte mentre stava girando in attesa dell’opportunità buona per atterrare. Essendo stato prigioniero in Germania per la gran parte della guerra, avevo sentito parlare di Hans Ulrich Rudel. Le sue gesta sul fronte orientale con il suo bombardiere in picchiata sono state di tanto in tanto pubblicizzate dalla stampa tedesca. Fu quindi con grande interesse che gli parlai quando arrivò nel giugno 1945. Non molto tempo prima del suo arrivo, Rudel aveva perso un arto proprio sotto al ginocchio, come descrive in questo libro.
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