«La moderna deificazione della mera sopravvivenza. .. è senz'altro la tappa intellettuale più strana mai proposta da un uomo a un altro uomo». Nulla più di questa frase di William James, che compare in esergo alle pagine che seguono, spiega il contenuto proprio di quest'opera di Christopher Lasch: un'analisi dell'io nell'epoca della «mera sopravvivenza». Pubblicato cinque anni dopo "La cultura del narcisismo", l'opera in cui l'«edonismo» contemporaneo, la ricerca di sé, l'egoismo, l'indifferenza verso il bene dell'umanità apparivano come i tratti salienti dello sradicamento prodotto dalla moderna società industriale, L'Io minimo segna una svolta nel pensiero di Lasch. L'io sovrano di ieri cede il posto all'io minimo, poiché l'epoca annuncia una nuova condizione della società industriale e del sistema politico su cui si regge e prospera. Una condizione caratterizzata, in primo luogo, dalla necessità di poteri globali, dalla crescita di una «mente globale» nel fronteggiare la prospettiva di un prolungato declino economico e, in secondo luogo, dalla fine della «speranza in un'azione politica capace di rendere via via più umana la società industriale».
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