Mussolini era un uomo preciso fino al limite della pignoleria. Per esempio, usò sempre lo stesso tipo di pennino a punta quadra e lo stesso tipo di matita rossoblù (marca Faber). Non buttò mai via nulla di quanto passava sul suo tavolo di Capo del Governo, neppure un invito a pranzo o una partecipazione di nozze. Tutto ciò che lui leggeva e annotava veniva accuratamente conservato in appositi fascicoli dal capo della Segreteria Particolare del Duce (nella carica si succedettero nell'ordine: Alessandro Chiavolini, Osvaldo Sebastiani e Nicolò De Cesare); cosicché, allo scadere improvviso del suo mandato (25 luglio 1943) il suo archivio personale occupava molti scaffali.
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