Alla fine degli anni ‘50 la casa editrice americana Doubleday pubblica un insolito libro per bambini: la storia di una bambola solitaria, The Lonely Doll. Ad accompagnare il racconto non sono però le solite illustrazioni, ma fotografie in bianco e nero, sorprendentemente realistiche e dai toni noir. La fiaba, cupa e tenebrosa, conquista subito il favore del giovane pubblico, imprimendosi in maniera indelebile nell’immaginario di un’intera generazione. A quarant’anni di distanza il libro è ormai scomparso dalle librerie e dai cataloghi, ma non dal cuore dei suoi lettori. Tra questi, la giornalista Jean Nathan, imbattutasi di nuovo per caso nell’immagine di copertina. Affascinata dal mistero che aleggia intorno alla sua autrice, Dare Wright – quasi non fosse mai esistita –, Nathan si mette sulle sue tracce, ricostruendone la storia attraverso lettere, diari, vecchie foto e i racconti delle persone che l’hanno conosciuta. E ricompone, tassello dopo tassello, il mosaico di una vita al tempo stesso affascinante e terribile.
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