David Stevenson - Storia Universale 21. La prima guerra mondiale (2004)
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Il 28 giugno 1914 la belle époque finiva all'improvviso: L'erede al trono austriaco, Francesco Ferdinando, e sua moglie Sofia cadevano vittime di uno dei più famosi atti di terrorismo del Novecento. L’attentatore, Gavrilo Princip, era un serbo-bosniaco di soli diciannove anni. Fu la scintilla che fece esplodere un conflitto che si andava preparando da tempo. L’impressionante crescita economica, la fame di mercati, le politiche imperialistiche, il ruolo della finanza e lo sviluppo delle comunicazioni avevano portato il mondo a una piccola globalizzazione. Il progresso avrebbe dovuto consolidare gli equilibri, ma le cose andarono diversamente. Quattro anni dopo, la Grande Guerra aveva mietuto milioni di vittime, gettato nel caos intere popolazioni, cancellato quattro imperi, disegnato un nuovo ordine e lasciato ferite ancora oggi — a oltre novant’anni dall’inizio del conflitto — non del tutto rimarginate. Due sono i volti della prima guerra mondiale: da una parte, essa rappresenta un emblema della modernità per le tecnologie con cui fu combattuta, per i radicali cambiamenti che comportò nella produzione industriale come nella chirurgia; allo stesso tempo, costituisce un ritorno alla preistoria per la violenza e la barbarie che dilagarono anche in nazioni ricche ed evolute.
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