Il rock’n’roll e la musica rock sono figli naturali dell’evoluzione del blues, dalla nascita alla metamorfosi elettrica fino all’incrocio con altre tradizioni e generi musicali. Il rock’n’roll degli anni cinquanta è nato dall’incontro tra il rhythm and blues e il country moderno: in un’America ancora mutilata dalla segregazione razziale, la musica «nera» e la musica «bianca» si fondevano, anticipando una rivoluzione estetica, culturale e sociale che non sempre si è concretizzata ma ha dato vita a un fenomeno artistico tra i più significativi del secondo Novecento. Il rock’n’roll è stato la scintilla. La generazione successiva avrebbe chiamato «rock» una musica che aveva ampliato i suoi orizzonti, e che oggi continua il suo cammino, sviluppando nel frattempo sottogeneri e tendenze diverse. Figlia del blues è tutta la musica nera moderna – il soul, il funk, il reggae, l’hip-hop – che ha continuato a influenzare il mondo del rock ispirando nuove forme (com’è accaduto ai tempi della new wave); i due universi non si sono mai completamente fusi ma hanno continuato a intrecciarsi rendendo assolutamente stimolante l’idea di una ricerca comparata, impossibile da sviluppare in tutta la sua portata all’interno di questo esiguo spazio. Ci limiteremo, dunque, a un suggerimento: se consideriamo che il country e il folk ne avevano subìto l’influenza così come il jazz, una parte significativa del repertorio popolare/pop del Novecento è riconducibile più o meno direttamente al blues.
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