Il Mein Leben di Richard Wagner, curato e tradotto da Massimo Mila, rappresenta un fondamentale punto di riferimento per chiunque voglia accostarsi alla vicenda biografica e artistica del compositore; la straordinaria piacevolezza della scrittura e la qualità e l'autorevolezza della versione italiana ne fanno una delle più significative testimonianze autobiografiche dell'Ottocento musicale. Dice Massimo Mila nella sua introduzione al testo: "Anche se si volesse negare alla biografia di un'artista l'umile valore propedeutico di avviamento alla comprensione della sua opera, la vita di Wagner resterebbe ugualmente qualcosa di eccezionale ("Un romanzo!", come si dice volgarmente) e la sua autobiografia un documento psicologico di prim'ordine, redatto con sufficiente abilità e scaltrezza letteraria per assicurare una lettura delle più interessanti. Non si può restare indifferenti allo sviluppo di un carattere di straordinario rilievo, imperniato sopra un egocentrismo sfrenato, che trae origine da un irresistibile complesso di superiorità ... quella spavalda, incrollalibile sicurezza di sé, che faceva di Wagner, brutto, piccolino, perfino un tantino ridicolo col suo testone smisurato, un trascinatore di uomini e un fascinatore di donne."
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