Nel 1910, presso l'editore Treves, Pirandello pubblica "La vita nuda", un volume di diciassette novelle. Il titolo, lo stesso della prima novella della raccolta, venne associato da Borgese ad un passaggio dell' "Umorismo": "La vita nuda, la natura senz'ordine almeno apparente, irta di contraddizioni, pare all'umorista lontanissima dal congegno ideale delle comuni concezioni artistiche". Il denudamento impietoso della vita dal "vestiario" degli ideali sociali assicura il registro umoristico della narrazione.
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