Questo libro su Tommaso d'Aquino visto come filosofo è scritto per lettori che possono non condividere i suoi interessi teologici e la sua fede. Oltre i commenti ad Aristotele, Tommaso poco scrisse di carattere esplicitamente filosofico; ma le sue opere teologiche, e specialmente il suo capolavoro, la Summa Theologiae, esprimono concezioni filosofiche, per cui merita di essere considerato uno dei grandi filosofi dell'umanità. Il libro è diviso in tre capitoli: il primo tratta della vita e delle opere dell'Aquinate, valutandone il significato per la filosofia contemporanea; il secondo è una breve sintesi dei concetti più importanti del suo sistema metafisico; esso include una discussione di quella dottrina dell'Essere, che è uno degli elementi più famosi, ma anche dei più sopravvalutati, della sua filosofia. Il terzo capitolo è dedicato alla filosofia della mente (psicologia filosofica) dell'Aquinate, che è meno nota ma assai più meritevole di studio. L’autore non scrive per professori di storia o di filosofia, ma si sforza di portare il lettore direttamente alle prese con gli scritti difficili e stimolanti dell'Aquinate.
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