Le grandi scuole di morale sorte in Grecia alla fine del IV secolo a.C. e il ritorno al paleo-stoicismo da Seneca a Marco Aurelio proponevano chiaramente una morale della salvezza. Il sapiente uscito da queste scuole pensa essenzialmente a rendersi immune dalla pazzia e irrazionalità che coinvolge il mondo in cui è immerso; non si propone invece di correggere questo mondo né i suoi simili che vivono in esso. La tecnica della salvezza che viene proposta sta nella correttezza del giudizio o valutazione. In questo senso si tratta di un'etica filosofica: questa tradizione cioè conserva la tesi platonica e aristotelica secondo la quale l'etica è una scienza, cioè una disciplina della valutazione e del comportamento secondo conoscenza.
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