L'inconscio sorprende sempre. È sede di una logica «illogica» che si manifesta di continuo con innumerevoli sintomi. Analizzando il piacere, questa doppia costruzione, razionale e inconscia, della nostra mente è più che mai evidente: il piacere è ambiguo, intrinsecamente equivoco, tanto che noi agiamo come se fossimo colti da un «piacere del dispiacere», restando spesso legati a ciò che ci fa soffrire mediante una forza enigmatica che Freud ha identificato come una coazione a ripetere, a far entrare in campo il dispiacere contro il proprio bene. Ci sono modi diversi di studiare l'inconscio: quello psicoanalitico, innanzitutto, e quello neuroscientifico, sempre più importante negli ultimi anni. Di rado i due campi si parlano, e qui sta la forza di questo progetto e il successo della cooperazione tra i due autori di questo libro, da tempo impegnati nel dialogo interdisciplinare. Uno psicoanalista e un neuroscienziato si mettono a confronto per trovare nel dialogo tra due tradizioni a lungo divise una spiegazione più comprensiva dell'inconscio e dei meccanismi del piacere e del desiderio.
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