
C’è un libro di duecento pagine che nessuno ha mai letto. Lo chiamano Manoscritto Voynich, dal nome di un mercante polacco che lo comprò nel 1912 a Frascati: tra piante immaginarie e profili di donne svestite, contiene caratteri sinuosi e arzigogolati mai visti prima. È possibile decifrarlo? E poi che cosa sono gli occhi, animali, mani e utensili che gli scribi minoici incidevano sui sigilli di pietra e sulle barre di argilla, a Creta, nel secondo millennio a.C.? È la prima scrittura europea e ancora non la capiamo. Ma anche la prima scrittura cinese è avvolta nel mistero, come quella più recente degli abitanti dell’Isola di Pasqua.
Silvia Ferrara studia le scritture oggi indecifrate e ce le racconta in un viaggio sorprendente, non solo tra i misteri della storia, ma anche nei meandri della nostra mente. Che la scrittura sia stata inventata da zero più volte ormai è quasi sicuro. Questo significa che il cervello umano è arrivato allo stesso risultato in diverse epoche e regioni del mondo. Ma come si è arrivati a questa invenzione? E, soprattutto, perché? In breve: che cosa ci porta a scrivere?
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