Le Breton - Le chiavi della filosofia spagirica (1983) A CURA DI AUGUSTO PANCALDI
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Titus Burckhardt ricorda nel suo Alchemie sinn und Weltbild come nell'alchimia: «le due forze raffigurate sotto forma di serpenti o di draghi sono il sulphur e il mercurio, il loro modello macrocosmico consiste nei due movimenti crescenti e diminuenti descritti dall'orbita solare, separati dai solstizi d'estate e d'inverno». Da un'osservazione di questo genere si può estrapolare, basandosi su testi classici - basterà ricordare per tutti l'Oeuvre secrete de la philosophie d'Hermes di Jean D'Espagnet -, come la qualificazione e le coordinate intellettuali, ma anche e soprattutto religiose e sacrali dell'alchimia, si basino sulla qualificazione sacra della materia, basata però su una precedente quantifìcazione sperimentale. La cosmogonia alchemica è quindi sempre sottomessa ad una osservazione naturalistica la cui base è la ricerca di un'esperienza ottimale di composizione, discioglimento e ricomposizione della materia.
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