Umberto Tulli - Tra diritti umani e distensione (2013) L'AMMINISTRAZIONE CARTER E IL DISSENSO IN URSS
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Convinto che la campagna per i diritti umani e il dialogo bipolare non fossero in antitesi, bensì complementari e interdipendenti, il presidente Carter sembrò seguire una strategia all’insegna della fermezza e dell’open diplomacy nei confronti delle violazioni sovietiche, ma trovò ben presto la condanna dell’Urss, che lo spinse a rivedere la propria politica e a fronteggiare nuove critiche in patria. Il presidente Carter non definì mai una politica specifica per i dissidenti sovietici. Eppure, questi si ritrovarono al centro della sua azione diplomatica. Questa prominenza dipendeva dagli impegni assunti in campagna elettorale, dall'attenzione del pubblico americano e del Congresso verso la questione dei diritti umani in Urss, e soprattutto dal fatto che, sul problema dei dissidenti, si intrecciavano le due principali iniziative della Casa Bianca: la politica dei diritti umani e quella di distensione. Per Carter, la campagna per i diritti umani e il dialogo bipolare non erano in antitesi, bensì complementari e interdipendenti.