
Davide Cantino – L’essereche è, quando c’è. (2018)
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È Emanuele Severino a sol-levare (ed anche a levare) il problema dell’essere che può non essere, quando, in Ritornare a Parmenide (1964) – contenuto in Essenza del nichilismo (1982) – cita l’Aristotele del ΠΕΡΙ ΕΡΜΗΝΕΙΑΣ come esempio di filosofo ormai malato di quella malattia mortale dell’essere che è il nichilismo; sotto processo è questo passo del DE INTERPRETATIONE:
«Pertanto è necessario che ciò che è (τὸ ὂν) sia quando è (ὅταν ᾖ) e ciò che non è (τὸ μὴ ὂν) non sia quando non è (ὅταν μὴ ᾖ)…»
Si noti, «quando è». Questo ὅταν ᾖ indica un «qualora sia» che lascia aperta la possibilità di non essere. «Questo – scrive Severino – il discorso del tramonto del senso dell’essere, che trova nel Liber de Interpretatione di Aristotele la sua formulazione più rigorosa e più esplicita…» [Emanuele Severino: Essenza del nichilismo / Ritornare a Parmenide – Adelphi, Milano 1982 – pag. 21].