
Che differenza c'è tra Kennedy e Trump? E tra Stalin e Putin? Tra Renzi e De Gasperi? Tra Mussolini e Berlusconi? Tra Hitler e Grillo? Sotto ogni cielo, i popoli sono sempre stati affascinati dagli uomini soli al comando. Li invocano, li acclamano, salvo poi abbatterli e calpestarli («La folla è una puttana. Va sempre con chi vince» diceva Mussolini). I grandi strateghi politici hanno la vista più lunga degli altri, ma spesso il delirio di onnipotenza li rende miopi e capaci di errori madornali che nessun altro farebbe. In Soli al comando, Bruno Vespa propone 28 ritratti di leader (17 stranieri e 11 italiani) e rilegge la storia nazionale e mondiale dell'ultimo secolo con il piglio consueto del grande giornalista e divulgatore, attento anche all'aspetto umano dei personaggi. E ne racconta l'ascesa, le grandi conquiste, la vita sentimentale, gli errori, la caduta, talvolta tragica e talvolta, invece, seguita da clamorose rimonte.
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