
Eric J. Hobsbawm - I ribelli (1966)
Forme primitive di rivolta sociale
Formato PDF pages 274 | 6.9 MB
Il brigante, il rivoluzionario, il profeta, sono figure che hanno alimentato una ricca mitologia che, se può essere suggestiva su un piano folcloristico, finisce per distogliere da una visione complessiva e storicamente meditata del fenomeno. Eric J. Hobsbawm si è proposto di andare oltre l'alone che circonda questi personaggi «all'opposizione», per coglierli in tutte le loro componenti, anche se ciò significa spesso mostrare le contraddizioni che i ribelli ereditano fatalmente dal sistema che combattono o cui cercano di sottrarsi.Attraverso la sottile analisi di fenomeni lontanissimi nel tempo e delle costanti sotterranee che tra essi si stabiliscono, Hobsbawm mette a confronto l'ascetica attesa di un mondo migliore dei millenaristi e le istanze rivoluzionarie piú recenti, traendone acute analogie. La sua narrazione mette a fuoco gli aspetti religiosi, economici, sociali, rituali che stanno dietro (o dentro) i protagonisti. I quali vengono cosí sottratti a qualsiasi processo di idealizzazione senza risultare per questo meno avvincenti: il loro primitivismo, l'ingenuità dell'azione protestataria, la volontà ostinata di essere «fuori» del sistema, anche se vengono prima della protesta organizzata, appartengono già alla storia.
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